Limpido come l’alba

Aveva camminato con lui lungo il bordo del prato, proprio dove i fili d’erba indecisi dondolavano accarezzandole

i piedi nudi; le piaceva sentire quelle leggere carezze, era come se l’aspettassero e quel loro lieve ondulare e sporgersi

la faceva pensare ad un abbraccio, il più verde che avesse mai sentito; si, perché un abbraccio era colorato, lei lo

sapeva … lei aveva visto i pastelli che uno dopo l’altro si alternavano in un balletto ottocentesco, li aveva visti appoggiarsi

sul volteggio di un valzer e poi li aveva visti arrossire in un ricamo di fazzoletto. Lei aveva osservato e sorriso al dipingersi

di rosa intenso di due mani che sollevavano un bambino e le aveva viste impallidire quando speranzose si chiudevano a

pugno, di nuovo vuote. Per lei c’era un colore in ogni gesto, in ogni pensiero, ma il più intenso stava in un abbraccio …

allora i fili d’erba si sollevavano e andavano a prenderla, li sentiva solleticarle i piedi, le caviglie, e poi il verde la

rincorreva, mentre lei accendeva domande sul fare della sera, quando Lui si distendeva sull’erba e senza alzare lo sguardo

la chiamava accanto a sè. Anche il pensiero di Lui aveva un colore e somigliava a quello dell’alba, limpido come i suoi

occhi, chiaro come il più bello dei ricordi. Lei si lasciava dondolare nel verde dai fili d’erba e dalle sue braccia e diventava

una bambina, piccola al punto giusto da poter stare in quelle mani, in quell’abbraccio che tanto Amava.

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Lei si lasciava dondolare …

e ritornava Donna nel momento in cui l’alba la guardava e Lui la colorava dei suoi occhi

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-Norma-

Limpido come l’albaultima modifica: 2016-02-14T07:08:50+00:00da NORMAGIUMELLI
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