Parole intrappolate

Parole intrappolate

Forse era stato il tempo, tutto quel tempo passato a rovistare scatole e inscatolare tempo da

conservare il più a lungo possibile; le sarebbe servito per essere felice, diceva … e lo diceva

lentamente, quasi a farne un rito, mentre i cassetti incapaci di richiudersi chiacchieravano

di tutto ciò che non si sarebbe potuto sentire altrove. Quelle erano parole che solo il cemento

intrappolato tra i mattoni poteva accogliere e isolare. Forse era proprio per questo che i

costruttori avevano cura di preparare quell’accurato strato di isolamento nelle case … si,

doveva essere così; loro sapevano offrire lo spazio giusto e inserirlo tra le più minute

intercapedini. A suo avviso chi sapeva costruire una casa possedeva ben più di un diploma

o di una laurea; chi costruiva possedeva la consapevolezza delle parole intrappolate.

Forse era stato il tempo, quel tempo passato a rovistare tra dettagli e ritagli di timore,

tra intagli di sorprese e di speranze sospese …

Quel giorno i cassetti erano vuoti, le scatole pure e l’umidità aveva cominciato e far cedere

anche il cemento che macchiava qua e là lacrime di calce su guance ruvide più del tempo.

Lei era rimasta a guardare il Sole entrare ad inondare la stanza, lo aveva visto asciugare le

lacrime alle parole più tristi e poi aveva sentito altre parole affollare la stanza, scendere per le

scale, sedersi in cucina e sdraiarsi in salotto. Le aveva seguite incurante dei coperchi che

cercavano scatole e dei cassetti che chiudevano vuoto. Aveva aperto al Sole e a nuove

dolci parole. Erano state quelle parole senza tempo a dirglielo …

Il costruttore creava lo spazio per le parole intrappolate. L’amore e solo L’Amore poteva

liberarle

Parole intrappolateultima modifica: 2016-02-18T07:28:15+00:00da NORMAGIUMELLI
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