Lei non poteva soffiare il ghiaccio

Era difficile pensare a qualcosa di diverso… o provare a soffiare schegge di ghiaccio

rannicchiate chissà dove ad aspettare la neve. Ogni volta che ci provava era come spegnere

un incendio nell’abbraccio del Sole. Lei non poteva soffiare il ghiaccio… nemmeno quando il

freddo le immobilizzava le dita e la svegliava in piena notte incapace di sfiorarsi il viso. Allora

le braccia volevano staccarsi dal resto del corpo e lei provava a fermarle nell’unico modo che

conosceva: avvolgeva la mente nell’immaginario innevato del suo cuore; perché il cuore,

sentiva, era come un igloo e per rimanere caldo aveva bisogno di purezza.

La trovava, gliela soffiava addosso Lui, che nella Delicatezza di un Bacio rinchiuso nello

sguardo, le mostrava come la neve poteva essere soffiata su qualsiasi cosa.

Allungava le braccia, le lasciava staccarsi, non le pensava. Lui le aveva mostrato come fare;

allora lei ci riprovava e un sottile strato di ghiaccio cedeva alla morbidezza di un pensiero.

Non la abbracciava ancora… quando il primo fiocco di neve le cadeva sulla mano

e non la abbracciava nemmeno quando l’unica scheggia di ghiaccio rimasto le accarezzava la

guancia mutando il suo stato.

Lei non poteva soffiare il ghiaccio; lo aveva fatto Lui una notte in cui le braccia erano quasi

riuscite ad andarsene… Lei si era svegliata al mattino nell’igloo più bianco che avesse mai visto

appena in tempo per sfiorarsi il viso e sentire quella goccia accanto alle labbra.

Forse un neo… o un fiocco di neve… una scheggia chiarissima rimaneva per sempre proprio

nel punto dove lui la accarezzava più spesso; accanto alle labbra, trattenendola nel candore

del Suo cuore

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-Norma-

Lei non poteva soffiare il ghiaccioultima modifica: 2016-02-27T07:32:58+00:00da NORMAGIUMELLI
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