Cosa dicono le nuvole

– Ti sei mai chiesta cosa dicono le nuvole? le aveva chiesto …

-No … ; e intanto tracciava sulla sabbia lettere minuscole con

un bastoncino. Avevano le gambe, dal ginocchio in giù, intrecciate, lasciate lì ad appartenersi,

mentre lui, con lo sguardo che lei Amava di più, le raccontava cosa dicevano le nuvole.

– Non devi osservarle tutte insieme, giocano troppo veloci, ma devi soffermarti su una, una

sola. La mano di lei aveva stretto il bastoncino per riuscire a scrivere ancora più piccolo.

Non lo guardava mai per troppo tempo in viso, pensava di non riuscire a sopportare tutta

quella intensità; doveva prenderne piccole dosi, ogni tanto, perchè quando superava la dose

il mondo intero sembrava volerle entrare nel cuore; l’Amore stesso sembrava volerla

assorbire e lei era troppo piccola per tanta bellezza, non era pronta … non sapeva ancora

dilatare il cuore in quel modo senza farlo scoppiare di gioia; così calmava il battito

distogliendo ancora una volta lo sguardo, pur continuando a sentire l’Amore addosso, intorno,

dentro.

Si era sdraiata lasciandosi cadere all’indietro Tenuta dalle mani di lui che era avanzato sulla

sabbia quel tanto che bastava per arrivare premurosamente a farle appoggiare la testa al

suolo; continuava a tenerle le mani e lei, con gli occhi socchiusi ascoltava la voce delle nuvole.

– Quando l’hai scelta, non perderla mai di vista, riuscirai pian piano ad entrarci dentro, tanto

che ad un certo punto ti sembrerà di attraversarla.

Aveva scelto la sua nuvola e la stava vedendo come non l’aveva mai vista, era leggerissima,

riusciva persino a sentirne la consistenza, il peso, la sofficità.

– Non importa che forma assumerà, saranno i tuoi pensieri a plasmarla, sarà come creta tra

le tue mani, sarà come un soffio di cristallo, un briciolo di aria tenuta ferma e ingrandita dalla

tua fantasia. Lei la vedeva allungarsi e trasformarsi (troppo lentamente) in un braccio che si

tendeva all’infinito, ma ancora non vedeva la mano, le dita.

– Non dovrai avere fretta, non dovrai averla mai, perché una nuvola impiega il tempo di un

sogno a nascere … Lui sentiva i brividi di un’emozione nuova attraversargi le mani e le braccia,

erano quelli di lei che approfittavano dello stretto contatto per correre e trovare spazi aperti.

Ora la nuvola era riuscita a restringersi ad una estremità fino a formare la mano, le dita che

lei tanto attendeva di vedere. Lui sentiva che stava succedendo qualcosa …

lei aveva lasciato la sua mano sinistra e l’aveva portata davanti agli occhi; la guardava …

e poi guardava la nuvola; erano identiche.

– Continua … Le aveva sussurrato, e lei aveva continuato, spostando lo sguardo di pochi

centimetri, dove se ne stava accucciolata una bimba, piccola piccola. Poi un sussulto l’aveva

scossa, le mani erano diventate due, doveva essere successo nel momento in cui lei aveva

spostato lo sguardo … abbracciavano la bimba stringendola e cullandola sulla voce di una

nuvola. Qaundo si era risollevata, sempre aggrapata alle mani di lui, aveva avuto bisogno di

guardarlo, e mentre i sogni sbriciolavano soffici frammenti di nuvola precipitati nel cuore …

l’Amore le riempiva gli occhi di incessanti gocce di cielo; il cuore si dilatava, finalmente, per

tenere stretto l’Immenso … e il suo mistero.

Lei aveva imparato a guardarlo

quel giorno in cui lui le aveva insegnato ad ascoltare le nuvole … e tutti i suoi sogni.

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-Norma-

Cosa dicono le nuvoleultima modifica: 2016-06-21T07:11:32+00:00da NORMAGIUMELLI
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